effetto domino

Novembre 12, 2009 di andreapaoletti85

Gli organizzatori della festa per il ventesimo anniversario dalla caduta del muro di Berlino, non potevano trovare una simbologia più adeguata di quella del domino per ricordare gli eventi del 9 novembre 1989. Ed è proprio il muro di Berlino l’ultimo di quei tasselli che teneva ancora in piedi la cosiddetta “cortina di ferro,”  ormai esclusivamente un residuo dei quarantanni di guerra fredda. Non è un caso che, tra i protagonisti dei festeggiamenti, sono intervenuti tutti i maggiori fautori della lenta ma inesorabile sconfitta del blocco sovietico: a spingere la prima pedina sono stati Lech Walesa (leader del movimento dissidente Solidarnosc in Polonia) e da Miklos Nemeth (che era primo ministro dell’Ungheria comunista nel 1989), mentre Walesa vinceva le elezioni in Polonia, Nemeth decise di aprire la frontiera occidentale del suo Paese e da quel varco uscirono centinaia di migliaia di tedeschi orientali. Una volta aperta la via dell’emigrazione libera, l’abbattimento del muro di Berlino fu solo una questione di mesi. E in effetti, dopo tre mesi, la barriera che separava Est e Ovest era ridotta in frantumi. Anche la presenza di Mikhail Gorbachev non è un caso: molti attribuiscono al presidente  Gorbachev  il merito principale della fine della Guerra Fredda, quando in occasione del 40mo anniversario della fondazione della Ddr (che cadeva proprio nel 1989), il presidente sovietico annunciava  al leader comunista tedesco, Erich Honecker, che l’Armata Rossa non sarebbe intervenuta ancora in difesa del regime. Un altro grande protagonista della disfatta del blocco orientale  fu Papa Wojtyla: senza il suo incoraggiamento spirituale alla resistenza cattolica in Polonia, non si sarebbe mai arrivati alle elezioni del 4 giugno, né alla vittoria di Solidarnosc, né all’effetto domino che culminò con la caduta del Muro e con la Rivoluzione di Velluto in tutto l’Est europeo.

NOME IN CODICE: PIOMBO FUSO

Ottobre 17, 2009 di andreapaoletti85

Ho trovato interessante questa raccolta fotografica, anche se effettuata nelle file dei miliziani palestinesi, non per fare propaganda ad Hamas  ma per testimoniare come in quella parte del mondo la pace sia molto lontana, mentre l’odio verso il “vicino-diverso” viene fomentato da azioni “militarterroristiche” bipartizan. La situazione mediorientale torna di attualità (come se non lo fosse…)  in quanto ieri,  il Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani ha approvato definitivamente il rapporto relativo alle atrocità commesse durante l’operazione militare israeliana a Gaza di inizio anno denominata “Piombo fuso”. Secondo fonti palestinesi il bilancio finale è stato di quasi 1400 palestinesi uccisi, perlopiù civili, oltre a pesanti distruzioni, mentre secondo i dati dello stato maggiore israeliano i morti sarebbero stati poco meno di 1200, in maggioranza militanti di Hamas. Il documento non è diretto solo contro i militari d’Israele, ma condanna anche Hamas per il lancio di missili verso lo Stato ebraico ed ha raccomandato al Consiglio di sicurezza dell’ ONU di riferire la questione alla Corte Internazionale di giustizia. La risoluzione è stata adottata durante una riunione speciale nella quale 25 membri del Consiglio hanno votato a favore, sei membri hanno votato contro e 11 si sono astenuti.

Obama e il nobel alla fiducia

Ottobre 14, 2009 di andreapaoletti85

obamaChe l’attuale Presidente degli Stati Uniti avesse un grande fascino era palese a tutti, ma ciò che colpisce di più è la sua capacità di comunicare. Non solo per quanto riguarda l’utilizzo dei nuovi canali tecnologici (vedi blog e you tube prima delle elezioni) ma le sue parole riguardo  alla denuclearizzazione militare, al conflitto israelo-palestinese e alla cosiddetta “rivoluzione verde” hanno avuto talmente tanta risonanza globale che gli è stato assegnato il premio Nobel per la pace senza aver fatto ancora niente, anzi….

Nel suo anno di governo Obama ha elargito finanziamenti alle grandi industrie automobilistiche, evitato di incontrare il Dalailama (vincitore dello stesso premio nel 1989) per non compromettere i rapporti con la fondamentale Repebblica Popolare Cinese, ma soprattutto continua a tenere aperti due conflitti in terra straniera (la definizione di missione di pace non regge più) e ad inviarci ancora truppe.

Questa non vuole essere una critica ad Obama che anzi stimo ed ammiro, ma vorrei porre l’accento sull’importanza dell’immagine sganciata dai fatti nel mondo contemporaneo. Sarei la persona più felice del mondo se gli intenti del Presidente si trasformassero in realtà e gli venisse conferito un altro premio Nobel….stavolta per i fatti.

Hello world!

Ottobre 14, 2009 di andreapaoletti85

Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!